EMERGENZA UCRAINA: Riflessioni di un’Infermiera al Confine

Abbiamo ricevuto il contributo di Daniela Repetto, Infermiera CIVES Genova, appena rientrata dall’Hub di frontiera.

Se solo un anno fa mi avessero detto che stasera sarei stata seduta al computer di una piccola infermeria, in un Hub di accoglienza in Friuli Venezia Giulia, avrei risposto che erano matti da legare. Avrei certamente risposto che per la mia pensione avevo altri progetti. Avrei risposto che ho svolto la professione di infermiera per 42 anni. Avrei dato mille risposte differenti.
Invece sono qui, tenendo l’orecchio teso per captare eventuali rumori di macchine in avvicinamento, tendando di mettere giù qualche riga che esprima la moltitudine di pensieri ed emozioni che affollano la mia mente ed il mio cuore.

Mi chiamo Daniela Repetto, sono un’infermiera pediatrica e sono in pensione da Dicembre 2021.
Faccio parte dell’OPI di Genova e grazie al nostro Ordine ho conosciuto CIVES.
Quest’ultima mi ha dato la possibilità di partecipare alla missione in Friuli Venezia Giulia negli Hub di Frontiera. La mia prima missione.
Non nascondo che ci sono stati giorni difficili, sul lato emotivo e su quello fisico. Giornate però, che mi hanno arricchito enormemente.

Non è stato solo sorvegliare il lato sanitario di chi fugge: è stato partecipare a qualche momento della vita di mamme e dei bimbi; è stato rifocillarli con un po’ di cibo e the caldo; è stato regalare un pupazzo o una macchinina; è stato giocare a pallone con i ragazzini; è stato soprattutto immagazzinare tutta la loro gratitudine, il loro coraggio e la loro grandissima dignità.

Tutto questo è stato un dono prezioso. Un dono che porterò sempre nel cuore.
Non scorderò mai i meravigliosi compagni di viaggio che ho avuto la fortuna di incontrare.
Si dice che non si smette mai di imparare. Ora posso dire che è vero.
Proprio quando pensi di aver dato tutto ciò che potevi, ti rendi conto che esiste un mondo, al di là della nostre abitudini, di cui conosci solo alcune sfaccettature. Questo mondo, dipindo dai giornali e descritto dai media, non assomiglia nemmeno da lontano alla triste realtà.
Impari che ci sono persone che avevano una vita, una famiglia, una casa, dei progetti per il futuro e i ricordi del proprio passato; ed un attimo dopo non hanno più nulla.

Ti senti fortunata, perchè sai che potrai ritornare alla tua vita, che riprenderai le tue abitudini. Ma sai anche che di fatto, non sarai mai più la stessa. Avrai sempre negli occhi l’immagine delle piccole mani di quei bambini. Avrai nel cuore la disperazione di quel signore di novant’anni a cui hanno bombardato la casa. Avrai sempre nel tuo cuore: i loro sorrisi, i loro disegni ed i loro “Grazie”.

Daniela Repetto – Infermiera CIVES Genova

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