{"id":5173,"date":"2017-01-29T17:52:03","date_gmt":"2017-01-29T16:52:03","guid":{"rendered":"http:\/\/cives.org\/?p=5173"},"modified":"2017-01-29T17:52:03","modified_gmt":"2017-01-29T16:52:03","slug":"emergenza-centro-italia-le-voci-degli-infermieri-dai-luoghi-del-disastro-federazione-ipasvi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cives-odv.org\/web\/2017\/01\/29\/emergenza-centro-italia-le-voci-degli-infermieri-dai-luoghi-del-disastro-federazione-ipasvi\/","title":{"rendered":"Emergenza Centro Italia, le voci degli infermieri dai luoghi del disastro &#8211; Federazione IPASVI"},"content":{"rendered":"<p>Comunicato estratto dal sito ufficiale della Federazione dei Collegi IPASVI (Link dell&#8217;articolo Originale <a href=\"http:\/\/www.ipasvi.it\/attualita\/emergenza-centro-italia-le-voci-degli-infermieri-dai-luoghi-del-disastro-id2018.htm\" target=\"_blank\">QUI<\/a>)<\/p>\n<p><i>27\/01\/2017 &#8211; Abruzzo tra neve e terremoto: i racconti di quelle ore, anche se la situazione si va normalizzando, rendono l\u2019idea dell\u2019impegno e della professionalit\u00e0 dimostrata sul campo non solo nei momenti pi\u00f9 caldi, ma in modo continuo, 24 ore su 24\u00a0<\/i><\/p>\n<div>Silenzio assoluto. Suoni ovattati in mezzo a una distesa di neve compatta in cui si vedeva solo un pezzo di tetto e un muro della zona d\u2019ingresso. Neve e pezzi di alberi e ci\u00f2 che era arrivato con la valanga e aveva sommerso tutto. Nulla di pi\u00f9.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>E\u2019 l\u2019immagine dei primi soccorritori giunti all\u2019Hotel Rigopiano dopo la valanga del 18 gennaio.<\/div>\n<div>Una delle emergenze pi\u00f9 gravi che in queste settimane hanno impegnato in Abruzzo in prima linea tutti gli infermieri. E i loro racconti di quelle ore, anche adesso che la situazione si va normalizzando, rendono l\u2019idea dell\u2019impegno e della professionalit\u00e0 dimostrata sul campo non solo nei momenti pi\u00f9 caldi, ma in modo continuo, 24 ore su 24.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A sottolinearlo sono i presidenti dei Collegi Ipasvi coinvolti e chi, in prima linea, ha affrontato situazioni davvero ai limiti della insostenibilit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>La gestione dell\u2019emergenza<\/strong><\/div>\n<div>\u201cUna scena apocalittica\u201d descrive <strong>Mauro D\u2019Agostino<\/strong>, infermiere coordinatore al 118 di Pescara, tra i primi a raggiungere con la colonna mobile dei soccorsi il luogo dove prima c\u2019era il resort Rigopiano. E su questa scena una fila di mezzi che risalgono la montagna dietro a una turbina che fa fatica a farsi strada nella neve tra i detriti che devono via via essere allontanati dai Vigili del fuoco. Una colonna composta anche dal Soccorso alpino, dalle forze dell\u2019ordine, dal 118 e con due ambulanze 4&#215;4, una Panda 4&#215;4 e un fuoristrada.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cIl tentativo di raggiungere l\u2019Hotel con l\u2019elicottero \u2013 spiega D\u2019Agostino \u2013 era fallito per le condizioni meteo impossibili e la colonna era stata costretta ad avanzare in alcuni punti a una velocit\u00e0 di nemmeno un chilometro l\u2019ora: \u00e8 inimmaginabile l\u2019angoscia di chi sa che deve far presto e avanza in queste condizioni. Quando siamo arrivati a destinazione sapevamo, grazie al soccorso alpino che ci aveva preceduto e aveva portato in salvo i primi due sopravvissuti che al momento della valanga erano uno fuori dell\u2019albergo e uno nei locali caldaia di cemento armato che hanno retto all\u2019urto, cosa ci aspettava. Eravamo pronti a tutto: dopo il terremoto dell\u2019Aquila abbiamo fatto scorte di materiali per le maxiemergenze e non mancava nulla. Pronti a tutto si, ma non a una valanga come quella che avevamo difronte. Anche i colleghi del soccorso alpino di Brescia che con l\u2019elicottero del 118 di Torino e la colonna mobile dell\u2019Areu lombarda sono intervenuti \u00a0dandoci una mano essenziale nelle operazioni, pur con la loro lunga esperienza di situazioni critiche in montagna, hanno affermato che una valanga cos\u00ec non gli era mai capitata. E quando siamo arrivati ci siamo resi conto che la situazione era devastante\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il racconto di D\u2019Agostino \u2013 interrotto solo dall\u2019ennesima emergenza, questa volta quella dell\u2019elicottero che si \u00e8 schiantato nei pressi di Campo Felice con la morte dell\u2019intero equipaggio tra cui un infermiere\u00a0<b><a href=\"http:\/\/www.ipasvi.it\/attualita\/tragedia-elisoccorso-tra-le-vittime-un-infermiere-id2016.htm\">(VEDI)<\/a>\u00a0<\/b>e del paziente che trasportava &#8211; \u00e8 quello di chi vive ogni giorno situazioni critiche per garantire aiuto e assistenza, per salvare vite umane, ma che mai si \u00e8 trovato in condizioni limite di questo tipo: oltre la valanga c\u2019era da far fronte contemporaneamente all\u2019esondazione del fiume Pescara, comuni isolati e senza elettricit\u00e0, due intossicazioni da monossido impossibili da raggiungere, le scosse di terremoto. \u201cIn pi\u00f9, alcuni anziani \u2013 prosegue D\u2019Agostino \u2013 scappando dal sisma erano usciti di casa, ma poi il tetto \u00e8 crollato e si sono trovati all\u2019addiaccio nelle neve alta oltre due metri ed era impossibile avere loro notizie\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Arrivati a Rigopiano, i soccorritori hanno dovuto modificare subito l\u2019assetto dei soccorsi: quattro ambulanze medicalizzate, squadre di infermieri sul posto giunti anche dalle centrali operative di Chieti e L\u2019Aquila, una postazione nel comune di Farindola oltre quella dell\u2019emergenza neve in prefettura a Pescara, il rafforzamento delle centrali operative con un altro infermiere e il passaggio da due postazioni del 118 a quattro. Altri fuoristrada nel comune di Penne e due elicotteri con base a Penne e Farindola per l\u2019impossibilit\u00e0 di raggiungere in volo il luogo del disastro. E a questi, subito dopo il recupero, sono stati portati con i fuoristrada i bambini e la mamma liberati dall\u2019albergo sommerso dalla valanga.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cNonostante tutto abbiamo coperto tutte le esigenze, lasciando indietro solo i codici a bassa priorit\u00e0 \u2013 spiega D\u2019Agostino \u2013 e a supporto del nostro personale infermieristico rafforzato, c\u2019era anche quello sull\u2019elicottero della Guardia costiera. Si lavora in un fazzoletto di terra e utilizziamo le ambulanze come punto di riferimento \u2018fisso\u2019 per non occupare spazi necessari ai mezzi di soccorso con strutture pi\u00f9 grandi. Tutto questo con un rischio valanghe di 4 su una scala di 5\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Sul territorio<\/strong><\/div>\n<div>Fin qui l\u2019emergenza e l\u2019evidente ruolo chiave degli infermieri e il loro impegno . Ma le zone terremotate e sotto la tempesta di neve sono ampie sul territorio.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Quattro scosse di terremoto tutte superiori a 5 di magnitudo, due metri di neve, a volte anche 3, non sono facili da gestire. Soprattutto quando rimangono intere frazioni isolate, quando manca la corrente, il riscaldamento in alcuni casi e le persone non sanno dove rifugiarsi. A Montereale e nei paesi intorno, ora la gente ha paura. Molti i bambini che hanno avuto crisi di panico e gli ultraottontenni affermano di non ricordare nella loro vita una nevicata cos\u00ec. \u201cMa gli infermieri ci sono. E sono stati i primi ad intervenire\u201d, afferma <strong>Maria Luisa Ianni <\/strong>vicepresidente del Collegio Ipasvi dell\u2019Aquila, che vive e lavora nelle zone colpite dall\u2019ultimo sisma del 18 gennaio.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cSi \u00e8 riaccesa la paura del terremoto in realt\u00e0 scatenata nel 2009 da quello dell\u2019Aquila , (paura in realt\u00e0 mai completamente sopita) e per di pi\u00f9 Montereale e le sue frazioni sono a ridosso di Amatrice &#8211; spiega Ianni &#8211; dove gi\u00e0 dall\u2019estate la situazione era difficile. Fortunatamente abbiamo nell\u2019Alta Valle dell\u2019Aterno L\u2019Associazione pubblica assistenza di Montereale gestita proprio da un\u2019infermiera che lavoro presso il pronto soccorso dell\u2019Aquila\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019Associazione che \u00e8 convenzionata con la Asl Avezzano-Sulmona-L\u2019Aquila \u00a0e gestisce la postazione locale di 118 e garantisce tutto il servizio sanitario per i comuni di Montereale, Capitignano e Campotosto, \u00e8 subito intervenuta nelle zone di Montereale e dei comuni vicini. E\u2019 la stessa Associazione che ha inviato la prima ambulanza dopo il sisma di Amatrice e che \u00e8 composta da infermieri dipendenti e altri che svolgono attivit\u00e0 di volontariato e da medici ospedalieri.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cAbbiamo molto personale che vive in quelle zone &#8211; prosegue Ianni &#8211; che si \u00e8 comunque reso disponibile. C\u2019\u00e8 stata una vera corsa contro il tempo e, il direttore generale dell\u2019azienda sanitaria Rinaldo Tordera, ha messo a disposizione il distretto sanitario di base che ha ampi spazi, tra cui una palestra dove sono state concentrate le persone che non potevano o non si sentivano di restare in casa. Chi stava male \u00e8 stato portato in ospedale, \u00e8 stata evacuata per questioni di sicurezza la locale Rsa e, i 58 anziani sono stati trasferiti presso le strutture convenzionate del territorio, Ex Onpi, Rsa Villa Dorotea, Rsa Fontecchio\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Gli altri sono stati assistiti dagli infermieri dell\u2019Associazione presso il distretto che ha ospitato fino a 25 persone non completamente autosufficienti nei primissimi giorni o nelle tensostrutture presenti sui territori sin dal terremoto di agosto e ottobre che, tuttavia, hanno in alcune frazioni ceduto sotto il peso della neve.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cIn questa situazione &#8211; aggiunge Ianni &#8211; gli infermieri hanno lavorato e stanno lavorando oltre le loro forze. Non sono tornati a casa, hanno dormito nelle strutture e sul posto quando possibile, per garantire l\u2019assistenza giorno e notte continuativamente. Anche gli altri colleghi hanno dato la loro disponibilit\u00e0 garantendo per quanto possibile, come gli infermieri del distretto la normale attivit\u00e0 e i servizi sanitari di sempre tra mille difficolt\u00e0. Agli infermieri che prestano servizio in qualit\u00e0 di dipendenti e di volontari dell\u2019Associazione, va un plauso particolare per la forza, il coraggio, la dedizione e la volont\u00e0 dimostrate. La gestione a tratti difficile e complessa dell\u2019Associazione in quei \u00a0momenti \u00e8 stata resa possibile anche per il contributo dei colleghi che vi prestano servizio e che sono stati presenti sempre sul posto, nonostante le continue scosse di terremoto, non mancano per questo singoli esempi: abbiamo un\u2019infermiera che abitava ad Amatrice che mai \u00e8 stata assente dal suo posto di lavoro, pur avendo perso casa e molti parenti e amici e che insieme ai colleghi e volontari ha \u2018scavato\u2019 con le sue mani notte e giorno \u00a0per una settimana, un\u2019altra collega incinta ha prestato il suo aiuto instancabile, altre colleghe hanno messo a disposizione la loro dedizione adattando le risorse alle necessit\u00e0 del momento, la stessa responsabile delll\u2019Associazione, incaricata tra l\u2019altro della gestione sanitaria di tutto il territorio interessato dagli ultimi avvenimenti, ha reso un instancabile servizio di coordinamento e gestione rapportandosi con le istituzioni e coordinandosi con le altre forze presenti e continuando a prestare servizio nella sua sede lavorativa presso il Pronto Soccorso del nosocomio aquilano senza sosta\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Tra dicembre e gennaio poi, si \u00e8 costituita in questi luoghi l\u2019Unit\u00e0 complessa di cure primarie dove i medici di famiglia e gli infermieri dell\u2019Associazione presenti sul territorio 365 giorni l\u2019anno, giorno e notte insieme con i medici di continuit\u00e0 assistenziale hanno garantito assistenza 24 ore al giorno.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cL\u2019organizzazione ha sicuramente funzionato tra mille difficolt\u00e0, ma \u2013 conclude Ianni &#8211; in realt\u00e0, la carta vincente, quello che ha fatto la differenza, sono state le persone, andate oltre la loro professionalit\u00e0, dimostrando un\u2019immensa solidariet\u00e0 e amore per i territori nei quali vivono e lavorano, facendo davvero onore al loro mandato del \u2018prendersi cura\u2019\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Il commento dei presidenti dei Collegi Ipasvi d\u2019Abruzzo<\/strong><\/div>\n<div>\u201cNelle ore drammatiche, successive alla terribile tragedia di Rigopiano, gli infermieri hanno affrontato con professionalit\u00e0, spirito di sacrificio e abnegazione i momenti pi\u00f9 difficili dell\u2019emergenza. Hanno dimostrato tutto il loro valore sul campo, quando i soccorritori del 118 hanno lavorato con dedizione totale in condizioni meteo proibitive, dimenticandosi gli orari e i turni di servizio per cercare di salvare le persone intrappolate sotto le macerie. Ma soprattutto sono stati preziosi nelle ore complicate trascorse in ospedale, a Pescara, quando i primi superstiti sono iniziati ad arrivare in ambulanza e tutti noi abbiamo nutrito la speranza di poter vedere in vita il resto degli ospiti dell\u2019hotel\u201d. Cos\u00ec <strong>Irene Rosini<\/strong>, presidente del Collegio di Pescara e Coordinatrice infermieristica. della Rianimazione dell\u2019ospedale cittadino, descrive l\u2019impegno profuso da tutti gli infermieri di Pescara, senza distinzione di ruoli o di competenze.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cTutto il personale \u2013 sottolinea Rosini \u2013 ha offerto la propria disponibilit\u00e0 a rinunciare ai riposi e alle ferie e a prolungare i turni di servizio. Ci siamo spesi al massimo, dentro e fuori dall\u2019ospedale, e abbiamo fatto tutto il possibile per portare il nostro sostegno assistenziale e psicologico alle persone in difficolt\u00e0. Ma il nostro non \u00e8 stato un impegno anomalo dettato dall\u2019eccezionalit\u00e0 della situazione riscontrata all\u2019hotel Rigopiano. Noi infermieri siamo abituati a lavorare in questo modo: senza pensare a nulla se non al benessere dei nostri assistiti, mettendo da parte ogni cosa che non sia l\u2019emergenza. Abbiamo agito con questo spirito durante il terremoto e nelle altre situazioni difficili che abbiamo vissuto in questo ultimo periodo (allagamenti, esondazioni, neve, terremoto) e lo abbiamo fatto ancora una volta durante la tragedia di Rigopiano. Purtroppo resta tanta tristezza e tanto dolore per tutte le vittime. Volevamo fare molto di pi\u00f9\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La conferma dell\u2019impegno degli infermieri arriva dal presidente del Collegio di Teramo, <strong>Cristian Pediconi<\/strong>. \u201cMolti colleghi \u2013 dice Pediconi che svolge la sua attivit\u00e0 nel 118 \u2013 stanno facendo doppi e tripli turni per coprire l\u2019impegno di chi non ha potuto raggiungere il luogo di lavoro. Anche i neo dirigenti delle professioni sanitarie appena insediati (il 23 gennaio), Giovanni Muttillo e Gaetano Sorrentino lo hanno sottolineato \u00a0<b><a href=\"http:\/\/www.ipasvi.it\/attualita\/grande-competenza-e-umanit--durante-l-emergenza-id2013.htm\">(VEDI)<\/a><\/b>\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cSiamo costretti dagli eventi a vivere giorno per giorno per affrontare emergenze nuove. Le persone ci cercano non solo per essere assistite, ma anche per essere rassicurate, \u2018coccolate\u2019 direi. Gli manca tutto e molti sono stati trasferiti negli alberghi della costa, dove si sono dovuti spostare per necessit\u00e0 legate alle condizioni avverse anche molti colleghi che la Protezione civile aiuta il pi\u00f9 possibile con i suoi mezzi a raggiungere ogni giorno il posto di lavoro\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cGli infermieri \u2013 afferma Pediconi \u2013 sono la prima linea continua di assistenza sul territorio e presto, come tutte le persone coinvolte, avranno bisogno anche loro di un supporto psicologico: ne hanno viste tante, ne hanno passate troppe, ne affrontano ogni giorno anche di pi\u00f9, ma non si arrendono mai\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cAccanto a una nevicata cos\u00ec che non si vedeva da decenni si \u00e8 aggiunto il terremoto che ha generato a livello psicologico un ritorno ai ricordi e alle paure del 2009. In tutto questo \u2013 conferma la presidente del Collegio de L\u2019Aquila, <strong>Santina Calisse<\/strong> \u2013 gli infermieri sono rimasti in prima linea per garantire l\u2019assistenza. Si \u00e8 cercato di evitare di far spostare le persone e si sono rimandati negli ospedali tutti gli appuntamenti ordinari, non solo per evitare disagi a chi lavora nell\u2019emergenza e a chi si sarebbe dovuto spostare, ma anche per lasciare nelle strutture posti letto liberi da utilizzare in caso di necessit\u00e0 legate alle calamit\u00e0 naturali. Tutti gli infermieri sono rimasti nel proprio ambito lavorativo pronti a intervenire in caso di situazioni pi\u00f9 gravi e sul territorio sono stati vicini alle persone per aiutare chi aveva bisogno e non poteva lasciare la propria abitazione\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cAnche i sindaci hanno aiutato, cercando di realizzare \u2018luoghi sicuri\u2019 dove far confluire le persone e grazie a questo abbiamo ottimizzato al massimo il lavoro di professionisti e strutture. Anche da noi gli infermieri hanno raddoppiato i turni negli ospedali \u2013 conclude Calisse \u2013 per dare la possibilit\u00e0 ad altri di restare sul territorio: nessuno dei nostri pazienti \u00e8 rimasto mai solo\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cLa macchina organizzativa questa volta ha dovuto dividersi tra terremoto e neve. E se il problema dell\u2019organizzazione \u00e8 stato forte negli ospedali, ancora di pi\u00f9 si \u00e8 fatto sentire sul territorio, dove a causa di una viabilit\u00e0 compromessa, interi paesi sono rimasti isolati. L\u2019assistenza sanitaria \u00e8 stata a rischio tanto negli ospedali, quanto a domicilio. Gli infermieri, al fine di garantire la continuit\u00e0 assistenziale, hanno dormito nelle strutture, assicurando un\u2019assistenza h24 considerando che, in alcune realt\u00e0, anche gli uffici amministrativi sono stati chiusi.<\/div>\n<div><strong>Giancarlo Cicolini<\/strong>, presidente del Collegio di Chieti, racconta cos\u00ec la situazione e le difficolt\u00e0 che si sono affrontate per garantire l\u2019assistenza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cSul territorio, alcuni professionisti, seppur nell\u2019impossibilit\u00e0 di utilizzare i propri mezzi, sono riusciti ugualmente ad erogare le prestazioni a domicilio dei pazienti, arrivando nei luoghi con mezzi di \u2018fortuna\u2019, altri hanno dormito nei presidi per garantire assistenza e presenza 24 ore su 24: gli infermieri sono stati e sono tutti in servizio, sempre\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cLa doppia maxiemergenza ha innalzato i livelli di attenzione di strutture sanitarie ed organizzazioni quali il Cives. Quest\u2019 ultimo, \u00a0ha supportato la Protezione civile &#8211; prosegue Cicolini &#8211; \u00a0in condizioni critiche, ovvero senza luce per giorni. Accanto a pazienti cronici, anziani e con comorbilit\u00e0 c\u2019erano gli infermieri\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201cLe cose funzionano &#8211; conclude &#8211; se c\u2019\u00e8 una macchina organizzativa efficace ed efficiente, e questo si sta dimostrando. A far la differenza \u00e8 lo spirito di abnegazione delle persone. Gli infermieri lo stanno dimostrando\u201d.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato estratto dal sito ufficiale della Federazione dei Collegi IPASVI (Link dell&#8217;articolo Originale QUI) 27\/01\/2017 &#8211; Abruzzo tra neve e terremoto: i racconti di quelle&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"iawp_total_views":5,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[139,163,172],"class_list":["post-5173","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","tag-emergenza-centro-italia","tag-infermieri","tag-ipasvi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Emergenza Centro Italia, le voci degli infermieri dai luoghi del disastro - Federazione IPASVI &#187; CIVES - Coordinamento Infermieri Volontari Emergenza Sanitaria<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.cives-odv.org\/web\/2017\/01\/29\/emergenza-centro-italia-le-voci-degli-infermieri-dai-luoghi-del-disastro-federazione-ipasvi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Emergenza Centro Italia, le voci degli infermieri dai luoghi del disastro - Federazione IPASVI &#187; 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